MONTIGNOSO

La storia di Montignoso sta tutta nella sua condizione di terra di confine, dalle sue alture si dominava tutta la costa tirrenica e l'accesso al nord, e probabilmente per questo fu costruito il castello Aghinolfi. Di questo castello si parla già in un documento del 753 quando il re longobardo Anselmo fra le varie cose che dona alla Badia di Nonantola mette anche un uliveto presso il castello di Aghilulfo.
Il castello, intorno al quale nacque il villaggio, dominava tutta la costa e il suo controllo, proprio per la sua posizione strategica fu nel corso degli anni causa di lotte tra popolazioni.
Appartenne al vescovo di Luni; ai signori versiliesi chiamati " da Castello " proprio per il fatto di essersi stanziati nell'antico maniero; e dal XIII secolo sotto la giurisdizione di Lucca che la mantenne, tranne un breve periodo pisano, fino al XIX secolo.
I lucchesi non considerarono molto questo territorio, rinforzarono il castello Aghinolfi, ma lo sguarnirono di truppe, mentre ad innalzare una torre costiera al Cinquale
fu Cosimo dei Medici.
Nel 1812 sotto Elisa Baciocchi la zona costiera, che a causa della malaria, provocata delle acque del lago di Porta era stata abbandonata, fu bonificata. Montignoso rimase fedele al Ducato di Lucca fino al 1847, quando l'ultimo duca, Carlo Ludovico, abdicò. Montignoso e il suo territorio furono annessi al ducato estense, ma solo 12 anni dopo ci fu l'annessione al Regno d'Italia.
Con il nuovo stato Montignoso non conobbe cambiamenti, la storia non sarebbe più passata per le sue contrade, se non in quel terribile inverno del '44, quando Montignoso venne letteralmente diviso in due dalla linea Gotica, e i ruderi del castello Aghinolfi occupati da una guarnigione tedesca, e per questo sottoposto ai bombardamenti degli alleati che hanno distrutto gran parte delle strutture esistenti. Prima della guerra il comune era stato abolito e inglobato in quello di Apuania. L'autonomia municipale verrà reintegrata solo nel 1946.
Il comune di Montignoso è formato da tante frazioni : Piazza, Prato, Capanne, Cinquale, Cerreto, Sant'Eustachio, Pasquilio e Corsanico.
A Montignoso c'è da vedere prima di tutto il Castello Aghinolfi, poi la villa Schiff-Giorgini, bell'esempio di architettura del XIX secolo; mentre le chiese distrutte durante la guerra, sono per buona parte state ricostruite. Nella chiesa parrocchiale di Sant'Eustachio sono conservate due pale, attribuite una al Maestro di Stranotica, l'altra al Maestro del Tondo Lathrop attivo a Lucca. Sempre nella stessa chiesa è conservata una scultura lignea del Trecento pisano raffigurante la Madonna.
Al confine con il comune di Pietrasanta, purtroppo in cattivo stato di conservazione, c'è Porta Beltrame. L'antica torre da dove, si dice, passò l'Alighieri.
Oggi Montignoso vive soprattutto di turismo, dalla bella spiaggia sabbiosa e fine del Cinquale alle splendide colline ricche di vegetazione e dal Pasquilio, 800 m. di altitudine, si può ammirare lo stupendo panorama che spazia su tutta la costa tirrenica.
Oltre alle bellezze naturali, nell'area dell'ex lago di Porta è finalmente aperto il Golf, dove si può giocare sia in estate che in inverno, e nel prossimo futuro una parte di quest'area sarà destinata a un importante centro ippico, mentre è in progetto la realizzazione di un porto turistico fluviale lungo le sponde del Cinquale, destinato alla piccola e media nautica. Al dove esiste già un aeroporto da turismo.
Prima della guerra l'economia di queste zone era diversa, queste terre erano abitate da contadini e mezzadri delle grandi famiglie in particolare gli Schiff-Giorgini e gli Sforza, che hanno fatto la storia di Montignoso. Oggi rimane una passione personale coltivare l'orticello, ma i vini, l'olio e le cipolle prodotte in queste zone sono
conosciute e rinomate.

VISITA AL CASTELLO AGHINOLFI

Nel 1997, a cura del comune di Montignoso, cominciano i lavori di recupero e restauro del castello Aghinolfi, terminati quest'anno, è adesso aperto al pubblico dopo l'inaugurazione ufficiale dell'aprile scorso. La visita di questo castello è molto suggestiva, in alcuni punti la pavimentazione trasparente consente di ammirare attraverso una sezione orizzontale le tracce relative alle diverse demolizioni e ricostruzioni, mentre una sezione verticale testimonia le successive stratificazioni e pavimentazioni; lo spettacolo è poi reso ancora più affascinante dal sistema di illuminazione artificiale allestito. All'interno del mastio sono conservati i reperti archeologici, rinvenuti durante i lavori di scavo e appartenenti a epoche diverse.
Dal 15 luglio al 15 settembre il castello sarà visitabile, dal martedì al sabato dalle ore 17 alle ore 20, mentre la domenica dalle ore 18 alle ore 22 e si potrà usufruire del servizio navetta del trenino panoramico con partenza dal centro commerciale di Cinquale, a intervalli di un'ora.
La visita, dalla durata di circa 45 minuti, è valorizzata da un servizio di hostess professioniste che illustreranno al visitatore la storia del castello, il suo restauro e la storia di Montignoso. Inoltre, grazie alla ricostruzione filmata, realizzata al computer attraverso la grafica tridimensionale, possiamo vedere come appariva il castello nelle varie epoche della sua storia ultramillenaria.

Apertura dal martedì al sabato dalle 17 alle 20; domenica dalle 17 alle 21; lunedì chiuso. Ingresso: Lit. 5.000; ridotto Lit. 2.500;


SFORZA E GIORGINI, IL LUSTRO DEL CASATO

Una lapide sulla facciata del vecchio Municipio ne ricorda i natali montignosini. Il conte Carlo Sforza, il Ministro degli Esteri che firmò nel 1920 il Trattato di Rapallo e nel dopoguerra la Pace ( 1947 ), il piano Marshall ( 48 ) e il Patto Atlantico ( 49 ), era infatti nato a Montignoso nel 1872, rampollo di una delle grandi famiglie che hanno fatto la storia di questa terra.
La sua carriera politica, brillantissima, lo vide Ministro degli Esteri con Giolitti dal 1920 al 1921, e dopo la parentesi del Fascismo che lo vide esule in America, tornò al dicastero degli Esteri nel primo Governo centrista di De Gaspari ( 1947 ). Morì ottantenne a Roma.
Altro personaggio illustre della famiglia Sforza è Giovanni, storico e letterato, autore anche delle " Memorie storiche su Montignoso ".
Anche della famiglia Giorgini, grandi proprietari terrieri che controllavano buona parte delle terre di Montignoso, possiamo ricordare personaggi illustri,come Gaetano Giorgini già Rettore dell'Ateneo Pisano insigne matematico e idraulico che progettò le cateratte a bilico del Cinquale che regolando il torrente omonimo fecero scomparire la malaria dalle terre di Marina, era il 1812. Circa trent'anni dopo suo figlio Giambattista, che insegnava istituzioni criminali a Pisa, si recò a casa del Grande Alessandro Manzoni, dove conobbe Vittoria, detta Vittorina, sua figlia. Se ne innamorò e la sposò nel 1846. Da quel giorno Vittorina Manzoni andò a vivere nella villa padronale di Piazza, quella che dal 1978 è diventata nuova sede del Comune di Montignoso. Altro Giorgini da ricordare è Nicolao, che ha tenuto la Reggenza del Ducato di Lucca per conto di Leopoldo II dopo l'abdicazione di Carlo Ludovico.

Francesca L. per Massa Carrara Live